La fatica dell’inizio

René Magritte (Belgian, 1898-1967), La recherche de l’absolu
René Magritte (Belgian, 1898-1967), La recherche de l’absolu

Esco piano stordita dal sonno,
– i grilli di notte in notte hanno inchiodato il tempo sugli stipiti dei miei balconi;
un lavorio lungo trentacinque estati –

La luce che si schioda
scricchiola dalle radici del letto,
morde le gambe,
mi stringe la vita su fino alla catena delle vertebre
in un parto lungo un respiro.

La cincia fuori non sa
della fatica dell’inizio,
della bellezza fragile ed incerta del perdono;
canta sul traliccio la preghiera che mai
ho imparato a dirmi.

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Ho pietà di me stanotte

Noah - Winkler Les femmes eretiques, 2010
Noah – Winkler, Les femmes eretiques, 2010

Ho pietà di me stanotte
del mio corpo accucciato sul letto
con le costole che grattano le lenzuola
e le anche che si alzano
come guglie fin quasi a bucarmi la pelle.
Ho pietà di tutte le donne
che di notte ho rimesso al mondo
e di giorno portato alla croce
come promesse mancate di un’altra vita.

Ho pietà della bambina che ero
e solo a lei e per lei
chiedo
perdono.

Ho steso gli occhi su una sponda di cielo

– sono arrivata puntuale oggi –

prima che l’imbrunire sgusci fuori la luna.

Asciugano crepitando su una lingua di sole

come panni stesi in un giorno incerto di primavera.

.

E anche se non torni a raccoglierli

il sonno qui non fa più paura.

Mark Rothko Sacrifice

Mark Rothko, “Sacrifice”, 1946

scheggia di grazia

ophelia

L’imbrunire allunga l’ultima

allentata lingua di luce a picco

tra i filari di foschie. Trafitto di nebbia

l’orizzonte si sospende ad un passo

dalle ossa del sicomoro. Lo guardo dormire mentre

tutto il mio tempo sta

raccolto tra lo stacco del piede

ed il ritornare del passo sulla terra muscosa.

E mi coglie impreparata una scheggia

di grazia conficcata nel salice

a dondolo sul fosso. Risento la vecchia rana

che dal grembo dell’acqua mi canta

stonata le storie con cui da bambina

ero io ad addormentarla.