Tre fantasmi mozzi

Andrew Wyeth
Andrew Wyeth

Quando nelle ore insonni
scardini porte alle mie stanze
tendi l’orecchio e ascolta i muri
risuonare sul verso dei miei quotidiani delitti.

– Un sorriso sgozzato tra piatto e forchetta
una parola ghigliottinata a coltello teso
una poesia sezionata a fine cena. –

Se ne stanno sepolti tra le crepe dell’intonaco
senza eucarestie né cerimonie d’addio,
mi guardano di sbieco sotto cespi di polvere.
Bestemmiano dai vespri a compieta
cercando improbabili remissioni
vane al fumo di una sigaretta
che dell’incenso non custodisce l’essenza.

Ma se aspetti il mattino
con lo smerlo di luce dai balconi socchiusi
i miei tre fantasmi mozzi
qualche inno rauco
ancora lo sanno intonare.

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