Persefone

Dante Gabriel Rossetti (1828 - 1882), 'Proserpine', 1882. © Birmingham Museums Trust.
Dante Gabriel Rossetti, ‘Proserpine’, 1882. © Birmingham Museums Trust.

Persefone mia Persefone
mia più mia della vita mia,
tornerai
a luce generosa primavera
madre
figlia, figliamadre
eterna discendenza
grembo del mio grembo
acqua sempre in rotta
tornerai
giglio biancovestito
bianca più bianca del latte
vergine gravida per partenogenesi
tornerai
pura semina feconda
alla terra
a me
tornerai.

Madre madre mia
mia più mia dell’anima mia
madre sorella
madre dolceattesa
madre-veglia mai arresa
per arbitrio di legge fui
viva mano in sposa alla morte,
lascia che dall’Ade ritardi la partenza
sonno immortale mi quieta
madre
madre-sigillo, madre-custodia
madre in perpetua preghiera sulla soglia
lasciami libera
di non tornare ora al tempo
che su di me rivolta
le stagioni in tormento
senza nome, genealogia, gravità
voglio restare
vuoto utero rovesciato
ventre in terra a risuonare
sgravata, sgravida, incompiuta
senza più anni da maturare
tu contro sovrumana legge
mi vuoi sollevare
ma io non sono più io
destino ineluttabile rubò memoria
al futuro dei miei giorni
non per me ora è questo, tornare
che io non sono più io – io non sono io.
Concedimi al buio
già mai più sia eterno il ricordare
la gioia dei miei piedi
nudi sull’erba a giocare.

Annunci